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Info Turistiche
Castello Svevo
Costruito nel XIII secolo, il castello Svevo è uno degli edifici più importanti e caratteristici di Bari. Il castello Svevo ha una storia piuttosto travagliata in quanto soggetto a diverse ricostruzioni, cambi di proprietà e destinazione d’uso: nato per il volere del Re normanno Ruggiero II, nella seconda metà del XIII secolo il castello subisce un restauro mirato a rinforzare l’ala Nord fino a quando nel XVII secolo arriva l’ultimo e decisivo intervento che cambia radicalmente il castello rendendolo quello che è adesso.
Si tratta dell’intervento di tipo strutturale apportato da Isabella D’Aragona e dalla figlia Bona Sforza che, con un piano di sviluppo orientato all’artiglieria pesante, prevede la costruzione di una cinta muraria intorno al castello caratterizzata da un fossato.
Nei secoli successivi il castello normanno-svevo ha cambiato diverse volte il suo scopo, diventando prima un carcere, poi una caserma e verso gli anni ’40 la sede della Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie di Puglia e Basilicata.
Ora che il castello di Bari è aperto al pubblico molti suoi spazi sono dedicati a mostre, convegni e manifestazioni di tipo culturale.
Bari sotterranea
La Bari sotterranea comprende zone archeologiche risalenti ad una fascia temporale che va dall’età romana al Medioevo e che sono eccellentemente conservate nel sottosuolo in corrispondenza di alcuni palazzi monumentali del borgo antico.
Qui potrete trovare resti bizantini, sepolcreti, antichissime abitazioni, botteghe e pozzi. Questo viaggio nel passato ha un percorso ben preciso che comincia dal Castello Normanno Svevo per poi proseguire nel succorpo della cattedrale romanica San Sabino fino a giungere alla a Palazzo Simi, ovvero il centro operativo per l’archeologia di Bari e in ultimo Santa Maria del Buon Consiglio.
Il Palazzo Simi è stato edificato nel 1500 sui resti di una chiesa di stile bizantino, a sua volta costruita sui resti di strutture di epoca romana.
Tra i reperti storici sono conservati anche alcuni oggetti come pietre scolpite e vasi di carattere funerario, risalenti addirittura all’epoca preistorica.
Inoltre, sempre attraverso i sotterranei del palazzo Simi, potrete osservare quel che resta di un antichissimo alloggio di stile romano, riconoscibile anche dalla pavimentazione tipica dell’epoca, e di una chiesa dallo stile romanico costruita su quella precedente bizantina.
La strada delle orecchiette
La via in questione si chiama ufficialmente Strada Arco Basso, caratterizzata da un piccolo tunnel che una volta attraversato porta nella tradizione più antica di Bari Vecchia, quella della produzione delle fantastiche e richiestissime orecchiette baresi.
Le orecchiette preparate dalle massaie davanti alla gente sono una vera e propria attrazione del centro storico di Bari, oltre a rappresentare un originale spaccato della quotidianità pugliese. La deliziosa pasta fresca (messa poi a seccare sui banchi in legno) è possibile acquistarla dalle signore stesse.
Fortino Sant’ Antonio
La torretta S. Antonio doveva esistere sin dal Trecento, almeno come torre di difesa, anche se le notizie più fondate la collocano in pieno secolo seguente, identificandosi nelle forme di un piccolo castello – detto “torre di S. Antonio” per la presenza di una preesistente chiesetta dedicata a quel Santo.
Fonti storiche riferiscono che, intorno al 1440, il duca di Bari e principe di Taranto, Giovanni Antonio Del Balzo Orsini, che ha lasciato il suo stemma sul portale, fece costruire una “torre in guisa di castello al dirimpetto delle muraglie”, torre che, alla morte del feudatario, i baresi distrussero, lasciando in piedi solo la chiesetta di S. Antonio.
Il Fortino fu oggetto di lavori di ristrutturazione durante il regno di Isabella D’Aragona e Bona Sforza nell’ambito del rinnovamento del sistema difensivo della città.
Di quel castelletto oggi sembra non rimanere più alcuna traccia, poiché le vestigia più antiche appaiono quelle settecentesche. La storia successiva vede la ricostruzione della torre ed il suo continuo rafforzamento fino alla seconda metà del secolo XVIII, quando ne fu rifatto il prospetto su via Venezia.
Poi comincia il declino con la smilitarizzazione del forte e la consegna al Sindaco nel 1847, seguita dal degrado delle strutture, in stato d semi-rovina, e dalla degradazione della destinazione d’uso, adibito, addirittura, a canile municipale.
Nel 1994 sono iniziati i lavori di restauro e riuso del Fortino che, a causa delle preesistenze archeologiche rinvenute, si sono conclusi nel 2000.
Il Palazzo dell’Acqua
Il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese è la tangibile espressione dell’antico, grande progetto di portare l’acqua in Puglia e rendere produttiva una terra da sempre carente d’acqua, migliorando le condizioni di vita dei suoi cittadini. I lavori per la sua costruzione, affidati all’ing. Cesare Brunetti, cominciano nel 1927 e terminano nel 1932.
Lo stile architettonico del palazzo si ispira al romanico pugliese dei più famosi monumenti della Puglia. Una ricca galleria di dipinti murali, sculture, mobili e altri fregi, tutti ispirati al mondo dell’acqua, frutto del genio di Duilio Cambellotti ne impreziosisce l’interno
Palazzo Mincuzzi
Il palazzo, progettato nel 1923 dall’Architetto Aldo Forcignanò e dall’Ingegnere Gaetano Palmiotto per il Cavalier Michele Mincuzzi, venne costruito tra il 1926 e il 1928, con soluzioni tecnologiche molto avanzate per l’epoca, in cemento armato fino ad allora impiegato soltanto nella costruzione del Teatro Margherita progettato dall’Ingegnere Francesco De Giglio e della sede dei biliardi Rutigliani.
Venne inaugurato con una grande festa il 28 ottobre 1928. La facciata del Palazzo è dominata da elementi architettonici e decorativi come archetti, lesene bugnate, capitelli ionici e mascheroni.
Molto bella è la cupola sul timpano, sormontata da una sfera interamente rivestita di tessere di vetro, ricoperte ognuna da una sottile lamina d’oro. Gli ultimi due piani sotto la cupola erano riservati alle abitazioni dei proprietari; prestigiosi appartamenti affacciati su via Putignani e via Sparano, con luminosi saloni delle feste, sala da biliardo e cappella privata.
Nel tempo Palazzo Mincuzzi è diventato il luogo simbolo di Bari, intesa come città commerciale oltre che uno dei più prestigiosi negozi baresi.
Teatro Petruzzelli
Il Teatro Petruzzelli è il più grande teatro di Bari e uno dei più importanti d’Italia. Inaugurato il 14 febbraio 1903 con Gli Ugonotti di Meyerbeer, fu fin da subito un punto di riferimento per la vita culturale del capoluogo pugliese. Realizzato su iniziativa dei fratelli Petruzzelli, si distingueva per la straordinaria capienza e per la varietà della programmazione, che accoglieva grandi opere liriche, balletti e spettacoli internazionali.
Sul suo palcoscenico si sono esibiti alcuni tra i più grandi nomi della lirica mondiale, come Mario del Monaco, Renata Tebaldi, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo e José Carreras. Il teatro ha anche ospitato importanti produzioni teatrali e coreutiche, comprese quelle delle compagnie di Maurice Béjart e Roland Petit.
Durante il fascismo, la programmazione fu influenzata dal regime, e con la Seconda Guerra Mondiale il teatro venne occupato dalle forze anglo-americane, trasformandosi in luogo di svago per i soldati, come raccontato nel film Polvere di Stelle con Alberto Sordi e Monica Vitti.
Nel 1973 ottenne il titolo di “Teatro di tradizione” e visse una nuova stagione d’oro, con spettacoli di rilievo internazionale. Purtroppo, il 27 ottobre 1991 un devastante incendio lo distrusse completamente, lasciando la città in uno stato di profondo dolore. La sua ricostruzione e rinascita sono oggi simbolo di resistenza e amore per la cultura da parte della comunità barese.
Le tre chiese più importanti di Bari
La Basilica di San Nicola: il cuore spirituale di Bari
La Basilica di San Nicola è uno dei simboli più conosciuti di Bari, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, soprattutto da parte dei fedeli ortodossi. Fu costruita tra il 1087 e il 1197 per custodire le reliquie di San Nicola, trafugate da Myra (oggi in Turchia) da un gruppo di marinai baresi.
L’edificio è un capolavoro dell’architettura romanica pugliese, con una facciata sobria e imponente e un interno che custodisce, nella cripta, le reliquie del santo. Oltre al valore religioso, la basilica ha anche una forte importanza culturale e storica: è uno dei pochi luoghi al mondo dove si celebrano riti sia cattolici sia ortodossi.
La Cattedrale di San Sabino: tra fede e archeologia
La Cattedrale di San Sabino è la chiesa madre dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto. Costruita tra il XII e il XIII secolo, sorge sui resti di un’antica chiesa bizantina e di edifici romani, alcuni dei quali sono ancora visibili nei sotterranei.
Anche questo edificio è un esempio raffinato del romanico pugliese, con una facciata elegante e un interno luminoso. Particolarmente suggestivo è l’evento che si ripete ogni 21 giugno, durante il solstizio d’estate, quando un raggio di sole attraversa il rosone centrale e si allinea perfettamente con il disegno del pavimento.
La Chiesa di San Gregorio: la più antica di Bari Vecchia
Piccola ma ricca di fascino, la Chiesa di San Gregorio è considerata la più antica di Bari. Situata nel cuore di Bari Vecchia, risale all’epoca altomedievale e conserva tracce architettoniche bizantine e romaniche.
Nonostante le dimensioni ridotte, ha grande valore storico e artistico. All’interno si trovano affreschi e opere d’arte sacra che testimoniano la vitalità spirituale della città nei secoli. È spesso scelta per eventi culturali, esposizioni o concerti, offrendo un’atmosfera raccolta e suggestiva.